Jacques Lévy

Patrick Poncet
Dominique Andrieu
Boris Beaude
René-Éric Dagorn
Marc Dumont
Karine Hurel
Alain Jarne
Blandine Ripert
Mathis Stock
Olivier Vilaça

 

Accesso
diretto

Box

Capitolo I « Leggere il Mondo attraverso la carta »

Box 1 - La fabrica del cartogramma

La costruzione di cartogrammi ricorre a un procedimento tecnico di trattamento del fondo-carta elaborato e che comporta diverse tappe che presentiamo qui di seguito.

Leggi il seguito
 

Capitolo 2 « "Mondializzazione", una parola che cambia i mondi »

Box 1 - Il Mondo e Le Monde

1. La prima rottura statistica è molto netta. È sull’articolazione 1995-1996 che si compie lo slittamento. Fino al 1995, l’aumento del numero di articoli in cui compare la parola “mondializzazione” è lento e progressivo (si passa da una trentina di articoli all’anno prima del 1990) a un aumento un po’ più rapido tra il 1991 e il 1994, per arrivare a 158 articoli nel 1995.

Leggi il seguito
 

Box 2 - La mondializzazione vista dal liceo francese

Leggi il seguito
 

Capitolo 3 « Creare il Mondo: una geostoria »

Box 1 - Jared Diamond: una biogeostoria

Il libro di Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni (titolo originaleGuns, germs and steel. The fates of human societies), apporta un contributo al dibattito sulla dimensione geografica degli inizi dell’umanità.

Leggi il seguito
 

Capitolo 4 « Internet, luogo del Mondo ? »

Box 1 - Dov'è internet?

Internet è un luogo mondiale la cui permanenza contribuisce alla pertinenza del Mondo. Una frattura digitale è spesso enunciata per sottolineare l’ineguaglianza di cui è portatrice Internet.

Leggi il seguito
 

Box 2 - Nome proprio

Il Mondo e Internet condividono uno spazio comune. È ugualmente chiaro che essi condividono anche l’approssimazione linguistica della loro singolarità. Tra le figure retoriche, Internet è pieno di metafore, m anche di antonomasia, dal momento che la sua maiuscola viene soppressa in molte occasioni.

Leggi il seguito
 

Box 3 - Spazi virtuali

Il termine virtuale è regolarmente associato a Internet. Tuttavia, la lingua francese[1] non consacra il termine a questo uso. In francese, il termine virtuale significa potenziale e si oppone ad attuale. Ora, in appena poco più di un decennio, il senso comune di virtuale è considerevolmente cambiato, al punto di non essere opposto ad attuale, ma a reale. 

Leggi il seguito
 

Capitolo 5 « Il Mondo è mobile »

Box 1 - Il sistema dell'ONU

Si veda allegato scaricato da Internet.

Leggi il seguito
 

Box 2 - Codice mondiale dell'etica del turismo

Articolo 1: Il contributo del turismo alla comprensione e al rispetto reciproco tra i popoli e le società

1. La comprensione e la promozione dei valori etici comuni all’umanità, in uno spirito di tolleranza e rispetto della diversità di credo religioso, filosofico e morale, rappresentano il fondamento e la conseguenza di un turismo responsabile; i responsabili dello sviluppo turistico e i turisti stessi dovranno rispettare le tradizioni e le pratiche sociali e culturali di tutti i popoli, comprese quelle delle minoranze e delle popolazioni autoctone, e riconoscere il loro valore.

Leggi il seguito
 

Box 3 - Produzione di dispositivi normativi da parte dell'omt

1925: Congresso internazionale delle associazioni ufficiali di traffico turistico, L’Aja (Olanda).

1934: Creazione all’Aja (Olanda) l'Unione Internazionale delle Organizzazioni Turistiche Ufficiali di Propaganda (UIOTUP).

Leggi il seguito
 

Capitolo 6 « La mondializzazione dell'urbano »

Box 1 - Una mondializzazione delle politiche urbane

Nel mese di novembre 2006, il settimanale francese Le Nouvel Observateur pubblicava un numero dedicato alla “Classifica delle città nelle quali si vive bene”, un dossier come quelli che instancabilmente classificano e declassano le città. A prima vista, la copertina fa sorridere, giocando secondo una buona strategia di marketing sul carattere parzialmente non verificabile poiché impreciso delle “qualità urbane” delle città comparate. Bisogna tuttavia prendere sul serio queste classifiche. Innanzitutto, poiché esse testimoniano la vivacità delle competizioni interurbane e la lotta disperata intrapresa dalle istituzioni locali per far salire le loro città nella classifica. Non essere classificato, significa non esistere: vero o falso, con dei criteri oscuri o trasparenti, scherzosi o seri, ecco un primo effetto tra i più concreti. Inoltre, queste classifiche internazionali, pubblicizzate sugli autobus ecc. non avrebbero nessuna importanza…se non le ritrovassimo a loro volta citate nelle politiche, locali o internazionali.

Leggi il seguito
 

Box 2 - La strada: da una mondializzazione della deriva alla familiarità del mondo

La strada, raffigurata dai strip-malls o  shopping-malls negli Stati Uniti così come i vialoni di entrata in città in Europa, sarebbe il testimone dell’omogeneizzazione supposta del Mondo. Spazio lineare, questa via urbana prende forma attorno al sistema della merce mondializzata (prodotti e grandi gruppi internazionali) e del consumo, riassumendo da sola i nuovi spazi della città resa franca attraverso un gioco paradossale di accelerazione e rallentamento.

Leggi il seguito
 

Box 3 - Le tende: mondializzazione di una prova pubblica, urbana e locale

Durante l’estate del 2006, una controversia sullo spazio pubblico urbano è emersa a Parigi. Nel dicembre 2005, l’associazione Médecins du monde ha distribuito a dei senza tetto delle tende per difendersi dal freddo, che questi ultimi utilizzeranno nei loro luoghi di vita: i marciapiedi parigini.

Leggi il seguito
 

Capitolo 7 « Mondo/i. Le "culture" tra uniformazione e frammentazione »

Box 1 - Chowking, il fast-food che inventa delle differenze

Il successo di Chowking, gruppo di fast-food filippino, merita di essere notato. Creata nel 1985 da Robert Kuan - un sino-filippino originario di Guandong partito senza fortuna ma formatosi inmanagement in una buona università filippina - quest’impresa funziona sulla base del franchising dal 1989. Essa detronizza McDonald’s nel paese dal 2003. Chowking, che propone piatti cinesi e filippini, possiede 342 filiali nel 2006 e ne crea 40 nuove all’anno. L’impresa è stata riacquistata nel 2000 da Jollybee (in questa occasione, Kuan ha venduto le sue parti, rompendo con la tradizione cinese che consiste nel lasciare in eredità i propri beni ai figli). Creato nel 1975, il gruppo Jollybee possiede più di 500 ristoranti, e serve un cibo a base di hamburger con anche qualche piatto filippino. Jollybee ha anche investito in delle catene di pizza-pasta e di pasticceria alla francese, e interviene sui principali segmenti del mercato nazionale della ristorazione rapida. Il suo profitto oltrepassa la soglia dei 150 milioni di dollari (7,6 miliardi di pesos) nel 2005. Il suo Direttore generale, Tony Tan Caktiong, anch’egli sino-filippino dal percorso simile a quello di Kuan, è stato nominato World Entrepreneur of the Year da Ernst & Young nel 2004.

Leggi il seguito
 

Box 2 - Una mondializzazione improbabile: i tamang del nepal

Tentiamo [2] di entrare nella comprensione della mondializzazione attraverso un luogo, al fine di mettere in luce come questo processo può segnare le realtà locali, come esso s’internalizza (secondo l’espressione di Olivier Dollfus) in un luogo, come esso esercita, attraverso tutto un insieme di mediazione, degli effetti su una popolazione, su degli individui.

Leggi il seguito
 

Capitolo 8 « Il pianeta delle transazioni »

Box 1 - Vedere cio' che non è misurato

È per porre rimedio a questi due difetti - aggregazione dei dati per Stati e dati parziali - che i ricercatori del GaWC (Globalization and World Cities) hanno sviluppato delle piste di ricerca innovative che, pur se imperfette, permettono di dare una nuova immagine del pianeta transazionale. 

Leggi il seguito
 

Box 2 - Come definire unà impresa mondiale?

Tradizionalmente, le imprese sono definite in funzione del paese in cui è situata la loro sede sociale. Si parla quindi d’imprese francesi, cinesi, americane (nel senso degli Stati Uniti). Eppure, la nazionalità delle imprese è sempre più difficile da definire per via della composizione del loro azionariato, della suddivisione della loro forza lavoro o delle dimensioni del loro mercato. Allo stesso tempo, la difficoltà di applicare una nazionalità a un’impresa non ne fa automaticamente un’impresa mondiale, visto che il passaggio dall’una all’altra non è sempre netto.Coesistono varie definizioni dell’impresa mondiale. Tutte sono pertinenti, ma nessuna è soddisfacente. Ciononostante, è possibile individuare vari criteri o qualità diverse: la dimensione, il numero di paesi, la percentuale degli effettivi, degli stipendiati e della cifra d’affari effettuati in paesi diversi da quello della sede sociale, la marca, la composizione dell’azionariato, la composizione del consiglio esecutivo del consiglio d’amministrazione o del personale della sede sociale, o ancora l’impegno dell’impresa in questioni di società di dimensioni mondiali. Certamente, questo non rappresenta altro che un campione dei criteri possibili.

Leggi il seguito
 

Capitolo 9 « Geopolitica e/o politica »

Box 1 - Università e soft power

Viviamo allo stesso tempo la ricomposizione della gerarchia delle potenze, la mondializzazione, e ciò che è stato spesso definito “terza rivoluzione industriale”, quella la cui materia prima è la materia grigia. All’intersezione di queste tre mutazioni maggiori si trova un punto: la produzione del sapere e la sua diffusione. Detto altrimenti, le università e i laboratori di ricerca sono diventati luoghi strategici di competizione, di dominazione e di cooperazione. Insegnamento superiore e ricerca sono delle sfide essenziali, sia per la supremazia militare (spazio extra-atmosferico, cielo, terra e mare), che per la conquista dei mercati mondiali (il valore aggiunto risiede ormai nell’idea e nel concetto molto più che nel processo di produzione) e per l’esercizio d’influenza e di ascendente (attraverso il brain drain, le reti di vecchi studenti, i brevetti, le citazioni nelle riviste scientifiche, le edizioni universitarie o i complessi d’innovazione).

Leggi il seguito
 

Capitolo 10 « Lo sviluppo, un'aspettativa mondiale »

Box 1 - La libera liberia inventa l'apartheid

La storia della Liberia è particolarmente indicativa: questo paese non è stato colonizzato da uno Stato europeo. È stato fondato nel 1847 da ex-schiavi neri americani che pensavano di ritrovare in Liberia la libertà e la prosperità nell’Africa delle loro origini. In effetti, questi fondatori hanno immediatamente instaurato un regime di apartheid, il primo della storia, con lo scopo di imporre agli autoctoni il lavoro forzato nella produzione del caucciù e di vietare loro ogni accesso al potere. La “guerra civile” del 1989-2003, che ha fatto 200.000 morti su una popolazione di circa 3 milioni di abitanti, trova la sua origine nel colpo di Stato di Samuel Doe nel 1980. Prima conquista del potere politico da parte di un autoctono, essa provocò un susseguirsi di violenze. 

Leggi il seguito
 

Capitolo 11 « Le nature dell'umanità »

Box 1 - Gli scenari di gestione del clima secondo il giec

Al. Il canovaccio e la famiglia di scenari Al descrivono un mondo futuro caratterizzato da una crescita economica molto rapida, una popolazione mondiale che raggiunge il suo massimo nella metà del secolo per poi diminuire, e la comparsa rapida di nuove e più efficaci tecnologie. I principali temi soggiacenti sono la convergenza tra le regioni, il rafforzamento delle capacità e l’accrescimento delle interazioni culturali e sociali, coniugate a una riduzione sensibile della disparità regionale del reddito per abitante. La famiglia degli scenari Al si divide in tre gruppi che corrispondono a differenti ipotesi circa l’evoluzione tecnologica del sistema energetico. I tre gruppi Al si distinguono per il loro orientamento tecnologico: uso intensivo di combustibili fossili (A1F1), fonti di energia diverse da quelle fossili (AIT) ed equilibrio tra tutte le fonti di energia (A1B) (la nozione di equilibrio fa riferimento a una situazione nella quale non si ricorre in modo eccessivo a una fonte di energia particolare, ammettendo che tutte le tecnologie proprie all’approvvigionamento energetico e all’uso finale si perfezionino ad un ritmo simile).

Leggi il seguito
 

Capitolo 13 « Apertura: il Mondo come luogo »

Box 1 - Ayaan hirsi ali e carlos ghosn. Due modi di essere un individuo mondiale

Nata nel 1969 a Mogadiscio, Ayaan Hirsi Ali (dal suo vero nome Ayaan Hirsi Magan), è stata sottoposta a infibulazione all’età di 5 anni da sua nonna. Lascia la Somalia un anno più tardi poiché suo padre è minacciato dalla dittatura di Siad Barre. 

Leggi il seguito
 
Libro 

 
Tutte le carte