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Box 1 - Ayaan hirsi ali e carlos ghosn. Due modi di essere un individuo mondiale

Nata nel 1969 a Mogadiscio, Ayaan Hirsi Ali (dal suo vero nome Ayaan Hirsi Magan), è stata sottoposta a infibulazione all’età di 5 anni da sua nonna. Lascia la Somalia un anno più tardi poiché suo padre è minacciato dalla dittatura di Siad Barre. 

Passa un po’ di tempo in Arabia saudita e in Egitto, poi si stabilisce con la sua famiglia in Kenya e studia in una medersa di Nairobi. Nel 1992, a 23 anni, mentre è di passaggio in Germania, lascia la sua famiglia e scappa per sfuggire, come racconta lei stessa, a un matrimonio organizzato contro la sua volontà da suo padre. Entra in Olanda dove chiede l’asilo politico, mentendo sulla sua identità e sul suo passato.

Mentre prosegue i suoi studi di filosofia, si impegna nel Partito del lavoro (PvdA) olandese, poi, dopo esserne esclusa per i suoi punti di vista giudicati “reazionari” (in realtà molto critica rispetto all’islam), aderisce al partito liberale (VVD), di cui diviene deputata nel 2003. Indignata per la possibilità che delle pratiche comunitarie liberticide prosperino in seno alla stessa società olandese, si dedica alla lotta per l’estensione all’insieme degli abitanti del paese di una cornice etica e giuridica rispettosa degli individui: fa votare in particolare una legge che vieta l’infibulazione. Sviluppa così l’idea che tutte le religioni sono, in quanto tali, incompatibili con la democrazia, e che solo una riforma basata su dei Lumi, come quella che si è prodotta per il cristianesimo, possa fare dell’islam una corrente di idee accettabile. Promuove una concezione ostile al multiculturalismo e difende una visione “francese” della laicità. Vicina su questo punto a Salman Rushdie e a Taslima Nasreen,  ritiene che l’islamismo radicale sia un totalitarismo.

Nel 2004, scrive la sceneggiatura di un cortometraggio per un film di Theo van Gogh che fustiga l’integralismo musulmano. L’assassinio di questo regista mette anche lei in pericolo: lei compare su una lista di possibile vittime di islamisti. Si nasconde dapprima in Olanda, poi soggiorna per un periodo a New York, prima di tornare nei Paesi Bassi. Di nuovo minacciata di morte, vive sotto scorta, cosa che esaspera i suoi vicini di casa. All’inizio del 2006, sostiene la pubblicazione delle caricature di Maometto nel giornale danese. Poco dopo, sono rese note alcune sue false dichiarazioni del 1992 e le autorità la minacciano di privarla della sua nazionalità olandese. Ayaan Hirsi lascia di nuovo l’Olanda per gli Stati Uniti, dove è reclutata da un think-thank neoconservatore. Nell’ottobre 2007, è rientrata nei paesi Bassi, poiché il governo olandese rifiutava di pagare la sua scorta all’estero.

            Ha pubblicato in francese Ma vie rebelle e Insoumise nel 2006[1].

 

Carlos Ghosn Bichara è nato nel 1954 a porto Vehlo, città miniera dello stato di Rondõnia a sud dell’Amazzonia brasiliana, in una famiglia di origine libanese. Nel suo romanzo familiare, il nonno paterno, cristiano maronita originario di Mont-Liban emigrato dal Libano al Brasile all’età di 13 anni senza formazione ne risorse, è i personaggio di riferimento. Carlos passa i suoi primi anni nella dinamica comunità libanese del Brasile. All’età di 6 anni parte con sua madre per Beirut, dove frequenta le scuole elementari e superiori dai gesuiti, che egli considera come “la prima multinazionale al mondo”. Continua i suoi studi in Francia, dove entra all’École polytechnique da dove ne esce come ingegnere (X-Mines). È assunto da Michelin, dove sale di grado man mano che si sposta nei paesi del gruppo: Francia, Brasile, Stati-Uniti. Passa alla Renault nel 1996 come vice-direttore generale incaricato della zona Mercosur. Nel 1999, gli viene affidata la gestione della partecipazione alla giapponese Nissan in gravi difficoltà. Diventa PDG (Presidente Direttore Generale) dell’impresa nel 2001, e compie un risanamento spettacolare dell’azienda che ritorna a produrre utili. Una delle chiavi del suo successo riposa sull’ascolto delle proposte dei suoi impiegati, cosa che lo porta a imparare il giapponese per partecipare a diverse riunioni strategiche. Nel 2005, diventa PDG della Renault. Egli considera l’alleanza Renault-Nissan come un esempio di “mondializzazione felice”. “ Se l’alleanze crea valore, dice, è anche perché nessuno  si sente minacciato nella propria identità, né i francesi, né i Giapponesi.”

                                              

Carlos Ghosn parla correntemente arabo, portoghese, francese, spagnolo e giapponese. Ha pubblicato in giapponese Rinascita (2001) e in francese Citoyen du monde (2003, con Philippe Ries).

 



[1] In italiano ha pubblicato : Non sottomessa. Contro la segregazione nella società islamica" ed. Einaudi, 2005; Infedele" ed. Rizzoli, 2006; Se Dio non vuole,  ed. Rizzoli, 2008 . Ndt. 

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