Jacques Lévy

Patrick Poncet
Dominique Andrieu
Boris Beaude
René-Éric Dagorn
Marc Dumont
Karine Hurel
Alain Jarne
Blandine Ripert
Mathis Stock
Olivier Vilaça

 

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Box 1 - Vedere cio' che non è misurato

È per porre rimedio a questi due difetti - aggregazione dei dati per Stati e dati parziali - che i ricercatori del GaWC (Globalization and World Cities) hanno sviluppato delle piste di ricerca innovative che, pur se imperfette, permettono di dare una nuova immagine del pianeta transazionale. 

Il loro approccio consiste nel misurare le relazioni tra le 55 città mondiali, di cui il GaWC ha stabilito la lista e la classifica in occasione di lavori precedenti, analizzando i flussi d’informazioni fra 46 imprese transazionali dei settori della contabilità, della pubblicità, della banca e della finanza, e del diritto. Ogni impresa deve in almeno 15 paesi disporre di uffici, gerarchizzati in funzione di vari criteri come il numero di stipendiati oppure il loro status (sede sociale o filiale). I postulati di partenza dei ricercatori sono i seguenti: 1) gli uffici generano più flussi fra loro che con le imprese di altri settori (per stipulare un contratto con un cliente, gli uffici di uno stesso gruppo scambiano informazioni, s’informano sulle pratiche esistenti, interagiscono con la sede sociale); 2) più l’ufficio è importante, più i flussi sono consistenti.

Ogni relazione tra due stabilimenti vede attribuirsi un valore, il che permette in fine di stabilire una matrice che mostri l’insieme e la direzione dei flussi fra le 46 imprese e, per estensione, fra le 55 città mondiali. La rappresentazione grafica dei risultati non è la parte meno innovativa di questa ricerca, tutt’altro. Rappresentare i flussi tra l’insieme delle 55 città mondiali attraverso delle frecce su un planisfero sarebbe divenuto rapidamente illegibile visto il numero massimo di collegamenti possibili (3.025). D’altronde è per limitare il numero di frecce che le analisi del commercio internazionale raggruppano gli Stati in regioni. Per aggirare questo problema, i ricercatori del GaWC hanno fatto la scelta di affrancarsi dal fondo-carta classico del Mondo, e di non tradurre i flussi attraverso delle frecce ma piuttosto attraverso la posizione delle città. Partendo dal principio che i flussi permettono di ridurre la distanza fra due oggetti, le città sono state posizionate su due assi, non in funzione della loro lontananza chilometrica, ma in funzione dell’importanza dei loro collegamenti. La nozione di prossimità è allora completamente modificata, giacché le città sono tanto più vicine al centro dei due assi quanto più esse sono connesse con l’insieme delle altre città, e giacché sono tanto più prossime le une alle altre quanto i loro collegamenti sono importanti (carta 2). Per le transazioni immateriali, la distanza chilometrica conta poco, è la qualità o la quantità dei flussi che definisce la prossimità.

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