Jacques Lévy

Patrick Poncet
Dominique Andrieu
Boris Beaude
René-Éric Dagorn
Marc Dumont
Karine Hurel
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Box 1 - La libera liberia inventa l'apartheid

La storia della Liberia è particolarmente indicativa: questo paese non è stato colonizzato da uno Stato europeo. È stato fondato nel 1847 da ex-schiavi neri americani che pensavano di ritrovare in Liberia la libertà e la prosperità nell’Africa delle loro origini. In effetti, questi fondatori hanno immediatamente instaurato un regime di apartheid, il primo della storia, con lo scopo di imporre agli autoctoni il lavoro forzato nella produzione del caucciù e di vietare loro ogni accesso al potere. La “guerra civile” del 1989-2003, che ha fatto 200.000 morti su una popolazione di circa 3 milioni di abitanti, trova la sua origine nel colpo di Stato di Samuel Doe nel 1980. Prima conquista del potere politico da parte di un autoctono, essa provocò un susseguirsi di violenze. 

Questo esempio tragico, illustra bene la naiveté dei modelli interpretativi fondati sull’idea che l’abolizione della schiavitù e della colonizzazione sarebbero necessari e sufficienti per assicurare lo sviluppo di una società. Esso mostra anche, nella sua emblematicità, che l’esposizione delle società africane ai paesi occidentali ha creato una moltitudine di distorsioni legate all’incompatibilità dei sistemi di valori, di produzione e di organizzazione tra i due tipi di costruzione sociale. La tratta, la colonizzazione, il proseguirsi dello sfruttamento economico e geopolitico, il neocolonialismo, le dittature etniche nelle quali sono sfociate le indipendenze, i dispositivi di corruzione reciproca (come nel vaso della “Francafrica”), le guerre interne, il crollo di Stati o ancora le difficoltà dell’emigrazione africana in Europa sono altrettante facce di uno stesso problema: la sincronizzazione forzata tra famiglie di società fondate su dominanze molto diverse può rivelarsi catastrofica. Ciò che si constata con dei sistemi produttivi intermedi, tra prelevamento e sistema predatorio, come in Africa sub-sahariana, è ancora più devastante nei casi degli Indiani dell’America del Nord, degli Inuit canadesi o degli Aborigeni d’Australia, i cui modi di regolazione interna sono esplosi sotto l’influenza di società insediate sui loro vecchi territori e che si sono trasformate in comunità depresse e impoverite, mendicando la loro sopravvivenza presso degli Stati troppo contenti di poter così ricomprare i loro errori passati.

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